
Internet ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere e di lavorare.
Oggi il lavoro online sta vivendo un boom grazie al continuo aumento dell’uso di smartphone, tablet e notebook e alla sempre crescente copertura Internet. La tecnologia è diventata così potente che sta facendo cambiare il nostro concetto di lavoro. Sempre più professionisti stanno optando per un lavoro flessibile, da casa, che permette di coniugare esigenze lavorative e vita personale. Questo è, invece, più difficile da attuare in uffici in cui lavorano più persone. L’impatto della globalizzazione sta aprendo la strada all’outsourcing per snellire le operazioni e ridurre i costi. Sempre più processi amministrativi possono essere esternalizzati a distanza ad un professionista che lavora dal suo PC.
Negli Stati Uniti gli assistenti virtuali hanno sostituito, come viene riportato dal Financial Times, i classici servizi di segreteria in presenza.
Oggi, negli USA, il lavoro dell’assistente virtuale è uno dei più ricercati e redditizi, perché porta grandi vantaggi economici e organizzativi alle aziende e, allo stesso tempo, un’ottima retribuzione agli assistenti virtuali. Inoltre garantisce un perfetto equilibrio tra lavoro e vita privata.
Il settore delle assistenti virtuali è nato come evoluzione di quello dei servizi di segreteria. È stata una lunga e complessa transizione iniziata negli anni Quaranta quando Sir Isaac Pitman inventò il metodo della stenografia. Con l’invenzione della macchina da scrivere un numero senza precedenti di donne hanno iniziato a svolgere mansioni impiegatizie per aziende e professionisti. Durante gli anni Settanta, la macchina da scrivere si è evoluta nei primi sistemi di elaborazione testi che hanno reso il lavoro di segreteria sempre più efficiente. Con l’avvento della dettatura e della dattilografia i processi si sono snelliti. Grazie a questo le segretarie hanno potuto svolgere più compiti e lavorare per più di un capo.
La tecnologia ha rimodellato il lavoro tradizionale facendo in modo che tempo e distanza non siano più degli ostacoli.
Dagli anni Ottanta, grazie a telefono e FAX, è stato possibile formare personale amministrativo a distanza. Dal 1994 Internet si è sempre più diffuso nelle aziende, cancellando le distanze.
Sulla nascita delle assistenti virtuali ci sono due storie, entrambe ambientate negli USA.
La versione meno popolare è attribuita ad Anastasia “Stacy” Brice e al life coach Thomas Leonard che, durante una conversazione telefonica, ha coniato l’espressione “assistente virtuale”nel 1996. Questo descriveva il lavoro che Stacy faceva, era una segretaria a tempo pieno per un cliente internazionale. Grazie ad Internet forniva diversi servizi: supporto amministrativo, assistenza personale e pianificazione viaggi. Da allora il termine assistente virtuale ha preso piede riferendosi ad una professione emergente ed entusiasmante. Nel febbraio 1997, negli USA, il settore degli assistenti virtuali è stato professionalizzato sotto l’organizzazione AssistU.
Secondo la versione più popolare fu Christine Durst, scrittrice del libro “The 2 Second Commute” a fondare la professione di assistente virtuale nel 1995. La Durst ha definito la nuova professione come un “modo rivoluzionario di lavorare da casa”. Ha, inoltre, incoraggiato i professionisti a massimizzare l’uso di Internet per perseguire le loro passioni di vita e l’autentico senso di indipendenza mentre lavorano.
La Durst è stata manager amministrativa da casa per diverse aziende. Nel 1999 ha collaborato con Michael Haaren per fondare Staffcentrix e l’International Virtual Assistant Association (IVAA). Questa è un’organizzazione professionale di assistenti virtuali che lavorano da casa in 16 Paesi diversi. L’IVAA è stata fondata per professionalizzare e creare standard e codici di responsabilità per tutti i professionisti che forniscono servizi amministrativi da casa.

